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Benvenuti alla Cittadella Mediterranea della Scienza
Mostra "Colori Proibiti"
Viaggio tra i segreti dei pittori del passato
Colori Proibiti
Dimenticati ormai da tempo i pigmenti di origine minerale erano tra i più richiesti dagli artisti dell’antichità. I costi proibitivi, le difficoltà di estrazione e approvvigionamento e l’elevata tossicità di alcuni tra i più preziosi pigmenti sono forse la causa della loro assenza dalla tavolozza dei "pittori".

Dagli inizi dell’Ottocento, infatti il loro posto è stato preso dai moderni pigmenti di sintesi. Dopo aver ammirato i campioni di minerali adoperati come pigmenti, corredati da informazioni relative alla storia, all’estrazione, alla preparazione, all’impiego in campo artistico, nonché agli aspetti mineralogici, il visitatore avrà la possibilità di sperimentare in un laboratorio interattivo le modalità di preparazione dei "colori" nelle diverse tecniche pittoriche. Saranno allestite tre postazioni corrispondenti rispettivamente alla tecnica a tempera, ad olio e ad acquerello.

Ogni visitatore potrà dare il proprio contributo da protagonista per la realizzazione di un'opera collettiva. Si potranno utilizzare i pigmenti minerali e tutti gli altri "ingredienti" autentici di un tempo (come l’uovo, le resine etc.) proprio come ci raccontano gli antichi ricettari che ci sono stati tramandati. Capire quali pigmenti compongono un’opera d’arte aiuta a caratterizzare i colori prediletti da un artista, la tecnica pittorica utilizzata, verificare, quando possibile, l’autenticità di un’opera e non solo.

Fondamentale è inoltre fare un’analisi diagnostica prima della fase di restauro, in modo tale da intervenire, se necessario, con sostanze che rispettino e non alterino la natura dell’opera d’arte. Anche per questo è importante conoscere i pigmenti, i leganti e tutto ciò che fa parte del supporto e dello strato pittorico. Non è affatto semplice riconoscere i piccolissimi grani dei pigmenti all’interno di un’opera d’arte. Esistono, però, delle tecniche molto sofisticate con le quali ciò è possibile.

La Spettroscopia Raman, ad esempio, è una delle tecniche non-distruttive più significative nell’ambito dello studio dei Beni Culturali. Pertanto, nel percorso espositivo è prevista una dimostrazione, attraverso l’utilizzo della strumentazione spettroscopica micro-raman, di una analisi non-distruttiva di pigmenti, operando direttamente sullo strato pittorico di un’opera d’arte.

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